Poesie




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L' intelligente ha colpito un bambino
l' intelligente ha squarciato un pulmino
l' intelligente ha ucciso un ragazzo
l' intelligente ha abbattuto un palazzo
l' intelligente ha ammazzato una mamma
l' intelligente ha distrutto una capanna
l' intelligente ha storpiato un vecchietto
l' intelligente ha scoperchiato un tetto
l' intelligente ha mirato ad un soldato
l' intelligente ha distrutto un mercato
l' intelligente di tutto ha colpito
anche se qualche volta era amico
e adesso tu sei il suo bersaglio
non puoi dire son civile e' uno sbaglio
non puoi dire son disarmato
tu per lei sei condannato
l' intelligente non osserva non pensa
l' intelligente e' muta non parla
l' intelligente e' veloce slanciata
e' intelligente come chi l'ha sganciata!
BOOM!

( nel rifugio antiaereo di Amariyah il 14 febbraio del 1991 una bomba intelligente uccide 403 civili di cui 52 bambini! di Nello picciol poeta )

Nessuna pace per gli uomini in terra

Nessuna pace per i politici abbietti
Nessuna pace per gli emarginati nei ghetti
Nessuna pace per gli uomini in armi
Nessuna pace per quelli disarmi

Nessuna pace per gli uomini arroganti
Nessuna pace per i ben pensanti
Nessuna pace per gli affamati
Nessuna pace per quei corpi spezzati

Nessuna pace per gli uomini derelitti
Nessuna pace per i senza diritti
Nessuna pace per quelli in catene
Nessuna pace per le bombe amene

Nessuna pace per chi l' odio cova
Nessuna pace nemmeno dentro l' alcova
Nessuna pace per le mine antiuomo
Nessuna pace solo di spari il frastuono

Nessuna pace per gli uomini torturati
Nessuna pace per quelli ammazzati
Nessuna pace per chi ha subito un torto
Nessuna pace neanche a chi e' morto

Nessuna pace tra chiesa e chiesa

Nessuna pace per la madre terra

Soltanto guerra guerra guerra!

( 20 marzo 2003 inizio della seconda guerra del golfo perpetrata dagli Stati Uniti contro l' Iraq senza motivi validi e senza l'avvallo delle Nazioni Unite fino ad adesso ci sono state 100.000 vittime civili! di Nello picciol poeta )
una radio che grida un proclama
un brusio crescente di voci
una donna che abbraccia chi ama
nella sera uno sfavillare di luci
un bambino esce in strada giocando
una mamma stringe forte suo figlio
un soldato corre felice gridando
sventola una bandiera su un' appiglio
un vecchio sgrana gli occhi annuendo
un cane scodinzola di gioia
un berretto lanciato passa rotolando
il trambusto interrompe la noia
un fiore leggero nell' aria veleggia
un sorriso rischiara una faccia
la gente scesa in piazza festeggia
di dolore non e' rimasta piu' traccia
una musica allegra rimbomba
una ragazza commossa volteggia
si ode qualche squillo di tromba
un uomo sereno ad un muro si appoggia
all' orizzonte lontano tutto tace
non si ode piu' rumore di guerra
finalmente e' arrivata la pace

( 9 giugno 1999 fine della guerra in Kosovo di Nello picciol poeta )
Io amo il soldato
quello della seconda guerra mondiale
Io amo il soldato
quello che sbarco in sicilia
Io amo il soldato
quello che dava cioccolato ai bambini
Io amo il soldato
quello che si sacrifico' per noi
Io amo il soldato
quello che rispettava la convenzione di Ginevra
Io amo il soldato
quello che aveva cuore,coraggio e onore
Io amo il soldato

Io odio il soldato
quello che usa armi chimiche
Io odio il soldato
quando spara su gente inerme
Io odio il soldato
quando tortura e massacra
Io odio il soldato
quando distrugge per piacere
Io odio il soldato
quando non rispetta la convenzione di Ginevra
Io odio il soldato
quello senza cuore, senza coraggio, senza onore
Io odio il soldato

Io amo cio' che e' bene e odio cio' che e' male

Io amo la giustizia
e quel che e' giusto fare
Io amo il sacrificio
quando questo serve a tutti
Io amo la solidarieta'
e tutto quello che e' solidale
Io amo il coraggio
quando il coraggio aiuta
Io amo i diritti
e pretendo che vengano rispettati
Io amo l' onore
quando questo non e' solo una parola
Io amo la liberta'

Io odio il terrorismo
quando usa armi invece che parole
Io odio il terrorismo
quello che fa strage di innocenti
Io odio il terrorismo
quello che tortura e massacra
Io odio il terrorismo
quello che distrugge per piacere
Io odio il terrorismo
perche' non rispetta le convenzioni di Ginevra
Io odio il terrorismo
perche' e senza cuore, senza coraggio e senza onore
Io odio il terrorismo

Io odio cio' che e' male e amo cio' che e' bene
Io amo cio' che e' bene e odio cio' che e' male
(2006 Nello picciol poeta)
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Avago solitaria il deserto piangendo
un eco un miraggio io scorgo
di alberi di fiori il profumo
di acqua di vita io bramo
vago solitaria il deserto piangendo
ormai ogni speranza e mistero
rimangono solo orme di sabbia
io avanzo ma senza piu' rabbia
vago solitaria il deserto piangendo
qui tutto e' ormai secco e riarso
lontano un muro mi e' apparso
su di esso una scritta compare
e' bollente anche l' acqua del mare
vago solitaria il deserto piangendo
e' da tanto che suoni non sento
di uccelli non ho udito piu' il canto
gli animali sopravvissuti perduti
gli alberi dall' uomo tutti abbattuti
vago solitaria il deserto piangendo
sono anni che cerco risposta
in ogni angolo ho fatto la posta
di tutti quelli che ho ritrovato
solo ossa sbiancate ho sotterrato
vago solitaria il deserto piangendo
niente sulla terra e' rimasto
cio' che era intelligente e' scomparso
cio' che era bello e' distrutto
piu' nulla a consolare il mio lutto
vago solitaria il deserto piangendo
qui un tempo dominavo padrona
qui un tempo della vita ero sovrana
mi dispiace dover lasciare questo luogo
ma il mio lavoro non ha ora piu' scopo
vago solitaria il deserto piangendo
MALEDETTO UOMO non fui io a chiederti questo
non ti chiesi di inquinare e bruciare tutto e te stesso
mi accontentavo di pochi esemplari da scegliere a sorte
in fondo io ero tua sorella
tua sorella morte

( 2005 di Nello picciol poeta)
grido forte ma non mi ascoltano
mi accusano ma non mi condannano
mi aiutano ma non mi vogliono
mi amano ma non mi sono fedeli
mi bruciano ma non mi distruggono
mi barattano ma non mi vendono
mi combattono ma non mi sconfiggono
mi dimenticano ma non mi cancellano
mi deridono ma non mi insultano
mi diluiscono ma non mi dissolvono
mi emarginano ma non mi nascondono
mi esiliano ma non mi rimuovono
mi feriscono ma non mi uccidono
mi fissano ma non mi riconoscono
mi giocano ma non mi vincono
mi giudicano ma non mi assolvono
mi invidiano ma non mi copiano
mi invocano ma non mi seguono
mi legano ma non mi imprigionano
mi leggono ma non mi ricordano
mi mangiano ma non mi digeriscono
mi nominano ma non mi guardano
mi osservano ma non mi catalogano
mi pagano ma non mi comprano
mi pregano ma non mi credono
mi prendono ma non mi utilizzano
mi quietano ma non mi fermano
mi rispettano ma non mi approvano
mi sfruttano ma non mi capiscono
mi stimano ma non mi apprezzano
mi studiano ma non mi imparano
mi toccano ma non mi sentono
mi usano ma non mi apprendono
mi vedono ma non mi cercano
mi zittiscono ma non mi piegano
grido forte ma non mi ascoltano
io sono Liberta'.
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il tuo vestito di cui fai bandiera
non capisci che e' solo chimera
il tuo vestito ti integra nel gruppo
non vedi che cio' ti ha distrutto
il tuo vestito e' solo cotone
tu lo indossi come fossero catene
il tuo vestito tu credi di carriera
invece e' solo un sudario di cera
il tuo vestito pieno di medaglie e di gradi
ti ha reso cieco di fronte alle stragi
il tuo vestito con i gemelli hai lati
ti ha fatto dimenticare di poveri e affamati
il tuo vestito sempre lindo e pulito
ti fa credere di rimanere impunito
il tuo vestito ti rende sicuro
ma sei solamente un lercio figuro
il tuo vestito ti rende importante
perche' qualcuno s'inchina servente
il tuo vestito ti ha eretto un muro
rendendoti sempre piu' cinico e duro
il tuo vestito e' solo apparenza
ma non riesci non puoi starne senza
il tuo vestito e' solo un inganno
anche gli altri vedendoti lo sanno
il tuo vestito cui sei vincolato
della tua anima ti ha derubato
liberati adesso
prima di essere un boia accanito
di cio' che ha fatto di te il tuo vestito

( 1998 di Nello picciol poeta)
mi alzo mi muovo lentamente
non sono ancora pienamente cosciente
passo sotto ad una doccia frenetica
dopo faccio una colazione energetica
mi preparo sono pronto a partire
messo a punto ora posso anche uscire
uso il mezzo che tutti i giorni mi sposta
e di mezzi simili ne incrocio una lista
finché giungo nel punto di lavoro
unisco con gli altri la mia voce al coro
in coda dietro a loro mi metto
impaziente il mio turno aspetto
veloce passo il ceck di controllo
finché non sento il suono di avvallo
con slancio prendo veloce il mio posto
non so' piu' se tutto questo e' giusto
cose insulse mi passano davanti
avanzate per meriti inesistenti
controllori che controllano solo
altri che controllano il loro lavoro
capisaldi di bolle di sapone
con un titolo per ogni occasione
insulsi sgarbati arroganti e gretti
cosi' grandi come i loro difetti
di ogni successo prendono merito
di ogni sconfitta qualcuno incolpano
non hanno a cuore il risultato finale
ma solamente la loro percentuale
solo alcuni con forza appoggio mi danno
ma tutti gli altri coraggio non hanno
non importa loro di avere diritti
che duramente son stati acquisiti
son tutti chini appresso ad una chimera
di fare della loro vita una carriera
non importa loro di giustizia o morale
la loro anima sciapa e' oramai senza sale
porto avanti testardo il mio compito
senza mai fare abbattere il mio spirito
appena sento che l' orario e' finito
mi alzo rapido dal posto assegnato

veloce passo il ceck di controllo
finché non sento il suono di avvallo
unisco di nuovo la mia voce al coro
di tutti quelli che hanno finito il lavoro
uso il mezzo che tutti i giorni mi sposta
e di mezzi simili ne incrocio una lista
finché finalmente giungo a casa
dove la mia mente adesso serena riposa
non so' se tutto questo fa parte di un piano
non so' se sono meglio come essere umano
so' solo di essere un sano ingranaggio
in una lunga arrugginita catena di montaggio

( 1999 di Nello picciol poeta)
Nel sole ti vidi arrivare
i capelli dal vento lambire
i vestiti leggiadri ammiccare.
Il tuo passo veloce e sicuro
il tuo viso sereno e maturo
i tuoi occhi di limpida luce
brillavano del colore piu' puro.
Forse dea scesa dal cielo
forse visione di lucida follia
forse rosa sbocciata su stelo
oppure incantatrice dotata di magia.
Gli sguardi incrociammo un sol momento
gli occhi si fissarono ammagliati
gli animi ormai vinti e conquistati.
Nulla potei dire o potei fare
tu ti allontanasti con passo lento
forse turbata ancora da quel momento
avrei dovuto fermarti avrei dovuto gridare.
Rimasi invece li a osservar scioccato
nulla di simile mi era mai capitato
qualcuno me ne aveva si' raccontato
ma io sempre lo avevo deriso dicendogli stolto
ora invece capivo cos'era di fulmine il colpo.
I vestiti leggiadri ammiccare
i capelli dal vento lambire
nel sole ti vidi partire

( 2000 di Nello picciol poeta)
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Sul principio della mia eta' adulta
mi ritrovai a legger, cosa assai curiosa,
un libro di avventura e di belta' occulta.
Ahi quanto a dir qual era e' cosa attesa
esta legger lettura si prode e forte
che nel pensier rinnova la sorpresa!
Non parlo dell'epico Ulisse e la sua sorte
ne' di Orlando pazzo si' furioso fra i piu' belli
o di re Artu' e Merlino alla sua corte
ma parlo del "Signore degli Anelli".
Tant'e' dolce che poco e' piu' arte;
ma per trattar del ben che io vi trovai,
diro' de l'altre cose che io v'ho scorte.
Quando fui al pie' d'un colle giunto,
la' dove terminava quella valle
intravidi un ridente signor per niente smunto
guardai di lato, e vidi alle sue spalle
un buco oscuro, mi chiesi dove fossi giunto
di certo gente strana viveva in quella calle.
Quando vidi costui dal viso aperto,
"Buondi Messere", gridai a lui,
qual che tu sii, od ombra od omo certo!.
Rispuosemi: Non omo, hobbit son di figura,
e li parenti miei furon conteardi,
pelopiedi per patria e paloidi per natura.
Nacqui 'sub Sauron', ancor che fosse tardi,
e vissi a Hobbiville sotto il colle
nel tempo de li elfi e de li orchi bugiardi.
Poeta fui, e scrissi di quel giusto
figliuol di Drogo che venne dalla Contea,
portando l'anello al fato ove fu combusto.
Or se' tu quel Bilbo e quella fonte
che spandi di parlar si' largo fiume?,
risposi io lui con timorosa fronte.
O de li altri poeti onore e lume
vagliami il lungo studio e il grande amore
che m'ha fatto scoprir lo tuo volume.
Ond'io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io saro' tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno,
ove udirai di Frodo la mirabil sfida,
vederai li antichi guerrieri splendenti,
odrai di orchi e Nazgul le grida;
e vederai color che son contenti
nel foco, perche' speran di vincer
sopprimendo libertate delle beate genti.
Siedi qui accanto mio gentil amico
per che io ti possa narrar le ardite gesta
di un popolo minuto ma pur antico,
che sotto Mordor non piego' la testa.
Prima di inziar quest'ardua prova
lascia che io ti illustri come siam fatti,
mangiar almen sei volte al di ci giova,
camminar ci piace e piu' muoverci da gatti,
ma soprattutto e li' non metterci alla prova
ricevere e donar presenti come matti,
se poi con spada attacchi, non e' cosa nova
che con orgoglio non cediamo a patti
e in un lampo schierati siam pronti alla prova.
O maestro della spiegazion te ne ringrazio
del tuo saper ne faro' sapienza
comincia a raccontar fino a darmi sazio.
E Bilbo rispuose: porta pazienza,
innanzi tutto sentire di erbapipa il fumo
di questo non possiamo farne senza,
dalla saccoccia prese di erba un grumo
e la pipa colmo' con placida parvenza,
iniziando il racconto con gradevol profumo.
Elli riempi' di parole un fiume,
descriendo la storia con minuziosa dote,
ed io ammirato persi del tempo il lume.
Seduto al suo cospetto ad ascoltare stetti
lo giorno se n'andava, e l'aere bruno
nascondea nell'ombre li reali aspetti.
Eran gia' tutte le stelle in cielo,
la luna buttava dietro il colle i primi raggi,
quando il narrator fermo' il suo zelo,
come per chi ha compiuto grandi viaggi
disse guardommi un poco,togliamoci dal gelo
appagar l'appetito dobbiamo come a dire i saggi.
Dopo che fu finito l'abbondante cena,
l'ospite davanti al caldo focolare,
continuo' a spiegar la trama di gran lena,
lasciando intanto la brace a consumare,
passai tutta notte rapito senza pena
mentre che Orfeo vinta non la potea sperare.
Gia' era il sole apparso all'orizzonte
che il poeta fini' d'intrattenermi,
disse:ora e' amico di attraversare il ponte.
Sul Brandivino e sull'Antica Strada fermi
sono i cavalli che attendon il tuo ritorno,
ha me per la tua partenza dolermi.
Mi inchinai e dissi:Maestro in cuor mio son grato
rimarrommi sempre di questo giorno ricordo desto
il tuo poema nelli futuri anni non verra' scordato,
fra' la umana gente notizia spargero' presto
da tutti color che ancor ti obliano verrai lodato,
e nelli annali sara'il tuo nome in modo manifesto.
Si' conclusa per me questa ventura,
adesso e or di mantenere parola data
per cui mi accingo con scrupolosa cura,
scusandomi col Sommo per la rima rubata
e per la prosa assai scarna e cruda
nel WEB illustrar delli hobbit la storia fortunata.

(2000 poesia di un vecchio sito di Nello Picciol poeta)
Goccia di rugiada
che scende piangente
da foglia pendente.
Canto di grillo
stridente e frignante
sul prato fiorente.
Brezza leggera
che accarezza pungente
quando sfiora la gente.
Sorriso che sboccia
da bocca sognante
di viso adolescente.
Profumo cosi' intenso
che stordisce la mente
ricordo a volte sognante
di profumo struggente.

(2006 Nello Picciol poeta)
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Non disturbero' piu' il tuo sguardo.
A te ragazzo che di notte mi schernivi
a te ragazzo che di notte mi picchiavi
a te ragazzo con il cellulare, la moto e i jeans firmati
a te ragazzo che hai fatto la comunione e la cresima
a te ragazzo a cui i genitori permettono tutto
a te ragazzo che qualche volta mi hai dato fuoco.
Non disturbero' piu' il tuo sguardo.
A te signora ingioiellata che mi scrutavi schifata
a te signora in pelliccia che cambiavi strada
a te signora altezzosa che mi additavi a monito
a te signora fredda come una lapide che mi ignoravi
a te signora che fai i party di beneficenza
a te signora che tutte le domeniche vai in chiesa.
Non disturbero' piu' il tuo sguardo.
A te signore in giacca e cravatta e mai carita'
a te signore sul macchinone che mi guardavi severo
a te signore con i genitori ricchi solo di soldi
a te signore che potresti aiutarmi ma non fai nulla
a te signore importante che mi scavalchi indifferente
a te signore che mi incolpi del mio stato.
Non disturbero' piu' il tuo sguardo.
A te vigile che mi facevi andare via
a te poliziotto che qualche volta mi arrestavi
a te volontario che molte volte mi soccorrevi
a te parroco che nella tua chiesa non mi ospitavi
a te politico che solo per la tv mi onoravi
a te giornalista per cui sono solo notizia.
Non disturbero' piu' il tuo sguardo.
A te che stai bene al caldo mentre io gelo
a te che ti abbuffi a Natale mentre io digiuno
a te che brindi alle feste mentre io piango
a te che balli spensierato mentre io tremo
a te che pensi alla partita mentre io soffro
a te che ti lamenti del tuo stato e non ti volti
a te che tutto hai avuto e niente hai dato.
Non disturbero' piu' il tuo sguardo.
Adesso io dormo, finalmente riposo
non ho piu' fame, non ho piu' sete
non ho piu' freddo, finalmente la pace
sotto un lenzuolo sono morto da solo
uomo invisibile chiamato barbone.

(30-12-2008 un uomo povero muore di stenti davanti al Teatro Carlo Felice di Genova di Nello Picciol poeta)
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Nel paese di Maccheroni vivon bene gli imbroglioni:
il vecchietto pensionato senza sosta vien torchiato
dalle tasse ingiustamente e' soppresso il dipendente
gigna di risate grasse chi evade tutte le tasse
il politico prepotente se ne infischia della gente
l' industriale ingrato chiede soldi allo stato
una volta che li ha ottenuti gli operai son fottuti
la giustizia e' imbavagliata e la stampa soggiogata
chi si prova a contestare manganelli vede arrivare
nei palazzi del potere nudi seni e sedere
di ragazze compiacenti al servizio dei potenti
mentre la chiesa indulgente sembra non vedere niente
di inciuci ormai sovrana questa societa' puttana
i padrini a passo lento stan comprando il parlamento
anche l' estero protesta per sta' gente disonesta
ma nel paese di Maccheroni tanti ragionan da coglioni :
c'e' chi ruba da mattin a sera e l' onesto va' in galera
c'e' chi grida tetro tetro mandiam via quel brutto negro
c'e' chi sfrutta l' immigrato che in nero vien pagato
c'e' chi senza alcun ritegno spera ancora nel ventennio
c'e' chi grida quant'e' dura e non ti fa mai fatturav c'e' chi povero e affamato da nessun e' ascoltatov c'e' chi va' in ospedale e finisce al funerale
c'e' chi dentro al sindacato fa' un patto scellerato
c'e' chi nella chiesa e' potente pensa ai soldi solamente
c'e' chi grida al lupo al lupo contro il giudice cazzuto
c'e' chi insulta il giornalismo quando non usa il servilismo
c'e' chi di moral vestito ma poi va' col travestito
c'e' chi va' a dritta o a manca non appena il vento camvbia
c'e' chi lavora da precario e di fame ha il salario
Nel paese di Maccheroni non si vedon soluzioni :
forse l' unica e' emigrare oltre i monti oltre il mare
forse l' unica e' sperare in un invasione militare
forse l' unica vera soluzione e' una rivoluzione
forse anche la speranza non ha piu' molta importanza
sola certezza nel futuro e' che tutti ce lo prenderem nel culo!


(2010 non se ne puo' piu' di come funziona questo paese di Nello Picciol poeta)
sei raccomandato
sei fortunato
c'e sempre stato
qualcun che ti ha aiutato
ma questo non ti basta
sei peggio di una bestia
davanti alle persone
sorridi come iena
ma dietro a denti stretti
spargi fiumi di veleno
a chi ha sola colpa
di aver meno fortuna
critichi e sberleffi
chi di te sta' peggio
ma questo e' ancora poco
non sei soddisfatto
e allora insulti e insinui
sei proprio un gran bastardo
guardandoti allo specchio
ti senti proprio fiero
ma nel profondo
hai un' anima di cancro nero
la famiglia e i figli
non ti hanno addolcito
non perdi mai occasione
di prender per il culo
anche le persone
che non fanno male alcuno
Ti auguro di tutto cuore
che una paresi intera
ti renda tremebondo
e da mattin a sera
un' acida infermiera
ti derida
come tu hai deriso gli altri
per una vita intera
e i tuoi parenti venendoti a trovare
sottovoce dican
sarcastici tra loro:
"ma quando crepa
che dobbiam ereditare".
sei raccomandato
sei fortunato
c'e sempre stato
qualcun che ti ha aiutato
ma adesso basta
adesso e' l' ora
il diavolo ti prenda
nella sua dimora.

(2009 poesia rap su le iene nel mondo di Nello Picciol poeta)

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