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25 novembre 2006 |
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Bullismo o Nonnismo. Adesso scoppia lo scandalo, come al solito si scopre l' acqua calda. Il Bullismo o Nonnismo o come lo si voglia chiamare e' sempre esistito e va' di pari passo con la societa', fino a qualche decennio fa' era relegato in pochi ambienti di solito degradati oppure di tipo militare e i fatti erano ben noti a tutti. La nostra societa' si sta' pian piano disgregando, la famiglia non educa piu' i propri figli anzi molti tendono a insegnare che solo il piu' forte e prepotente sopravvive, la scuola che un tempo era temuta ed educava adesso e solo la babysitter della famiglia, lo stato e la legge che dovrebbero rappresentare come in un ormai lontano passato il deterrente e' diventato solo un orco cattivo che grida tanto ma non punisce mai. A questo punto e' inutile stupirsi che oramai il bullismo e' diventato una moda in qualsiasi ambiente e con qualsiasi stato sociale, va dal povero che abita in una periferia degradata al delinquente rinchiuso in carcere al figlio annoiato del ricco. Quando la famiglia non insegna l' educazione, la scuola non insegna il rispetto, lo stato non insegna la giustizia che cosa ci dovremmo aspettare se non una forma di anarchia dei costumi sociali? Tutto dalla televisione ai giornali spinge i giovani alla sopraffazione del piu' debole, durante le partite di calcio i primi a comportarsi da bulli sono proprio i calciatori stessi, nei processi piu' un imputato ha commesso crimini e meno pena gli si da' in proporzione, il ragazzo che stupra ruba aggredisce se e' minorenne praticamente rimane impunito. Sui giornali fatti gravi compiuti da ragazzi invece di essere additati come gesti da criminale vengono considerate ingenue ragazzate, se un ragazzo di 14 anni spaccia si dice 'poverino non e' sicuramente colpa sua', addirittura se la sua famiglia e benestante viene fatto credere all' opinione pubblica che e' la mancanza di affetto che lo ha portato a delinquere, poi esperti psicologi ci rimbambiscono di cretinate su come il poveretto non deve essere punito ma anzi assistito dalle loro amorevoli e 'carissime' mani esperte che gli faranno capire che quello non si deve fare. Una volta quando c'era piu' giustizia e meno finto perbenismo o lassismo da parte dei genitori se un ragazzo faceva una cazzata il genitore gli tirava due bei ceffoni in modo che il messaggio era chiaro e immediato cazzata=ceffone=male, adesso i genitori chiamati in questura perche i loro figli hanno rubato o fatto di peggio si mettono a piangere....... (forse a questo punto dovrebbe essere il commissario a dare due ceffoni ai genitori). In Italia non vi e' piu' certezza della pena, anzi e' quasi sicura l' impunita' per cui la situazione andra' sempre peggiorando e una cura certa e' che il genitore non deve essere l' amico del figlio ma deve fare il genitore, tutti quelli che dicono che non bisogna dare neanche uno scappellotto ai figli o sono quelli che poi piangono al commissariato o quelli che sulle disgrazie degli altri ci campano......... |
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